Passa ai contenuti principali

In primo piano

AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Qui nessuno è fesso

La scienza delle relazioni interpersonali non è esatta e, soprattutto, è alquanto pericolosa. Ci sono situazioni che ti mettono il tarlo del dubbio direttamente nel cervello. Tu parli con una persona, e maturi la sensazione che ti stia prendendo per i fondelli. Problema: come reagire?
  1. Affermare con enfasi: "Lei mi sta prendendo in giro!"
  2. Valutare la possibilità che la sgradevole sensazione nasca solo dal proprio orgoglio, e conseguentemente mostrarsi calmi e pacati.

Tendenzialmente, la soluzione 2 è suggerita da: parenti, amiche, fidanzate e altre rappresentanti del sesso femminile. Prenti, amici e colleghi uomini suggeriscono la soluzione 1, allungata con indignazione q.b. e fumo dalle narici.

Nel caso 1, il rischio che corri è quello di apparire aggressivo e maleducato. Nel caso 2, il rischio è quello di apparire veramente fesso.



Commenti

Post più popolari