AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì
Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...
Forse ti può interessare che il *concetto* stesso di carta di identità o di identificazione da stato di polizia non è ovunque accettato come dato di fatto, come invece accade in Italia (esempio: http://en.wikipedia.org/wiki/Identity_Cards_Act_2006).
RispondiEliminaL'Italia nasce e sopravvive come stato di polizia, per certi aspetti: appena entri in una casa per starci anche una sola notte in teoria devi registrarti alla polizia, appena ospiti qualcuno dovresti fare altrettanto, e ogni albergo ha il dovere di fare questo (controllando l'identità con carte di identità o passaporti etc.). La cosa strana non è che sia così, ma che non c'è nessuno che si renda conto che è una violazione della libertà individuale, non giustificata e non comune, violata da uno stato che da sempre ha molti più diritti di quanti ne abbiano i cittadini-sudditi.
Ma davvero non hai mai visto i film dove in america si registrano con falso nome negli alberghi?