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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Da Como, con (il mio) amore

Si fa presto a dire Como. Praticamente ci sono nato (non sottilizziamo, vengo dalla provincia ma sono solo 12 chilometri), e da vent'anni ci passo quasi tutte le domeniche e a volte anche altri giorni. Credo che non esista strada, vicolo o sentiero cittadino che i miei piedi non abbiano calpestato: se i sassi avessero un nome, li potrei salutare da vecchio amico.

E poi, addì 13 novembre dell'anno del Signore 2014, ho passato a Como una giornata con una persona speciale. La chiamerò F*, perché è una ragazza riservata. Sono tornato esattamente nei posti che conosco a memoria, eppure avevo la sensazione di essere là per la prima volta: i colori, i rumori, i monumenti, perfino il lago e le paperelle mi sembravano nuovi. Le foto qui sotto sono opera di F*.


Sarà un discorso bizzarro per uno scienziato, ma talvolta la mente vede quello che il cuore sente.

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