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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Marie la strabica

Marie qui louche è un romanzo appartenente alla stagione americana del prolifico scrittore di Liegi, finalmente tradotto in italiano da Adelphi. E' un romanzo dalla struttura inconsueta per Simenon: diviso in due parti per giustificare il salto temporale della narrazione, restituisce al lettore un vago senso di frammentarietà che l'autore avrebbe potuto evitare con una modalità stilistica differente. Nonostante questo, si tratta a mio avviso di uno dei romans durs più intensi.

Marie, la protagonista di questo racconto a due, è una giovane provinciale che lavora come domestica stagionale con l'amica Sylvie. Tanto morigerata la prima, quanto disinibita e arrivista la seconda. Sylvie si concede ad un villeggiante parigino pur di fare il grande salto verso la metropoli e una nuova vita.
Secondo l'antica promessa d'infanzia, le due amiche partono insieme, dividendo una piccola stanza d'albergo con un solo letto matrimoniale. Il ménage non dura a lungo, Sylvie non può accontentarsi di essere per sempre una povera provinciale. 

A distanza di vent'anni, le due amiche si ritrovano per caso: sempre a servizio Marie, mentre Sylvie è diventata la compagna di un ricco industriale ormai vecchio. Ancora una volta, Marie si incarica di aiutare l'amica a non perdere tutto ciò per cui ha lottato. In un ideale cerchio, le due donne si riuniranno sotto lo stesso tetto, come forse hanno sempre desiderato.

Una storia apparentemente semplice, con il classico senso del torbido così caro a Simenon. L'uso spregiudicato della seduzione è contrapposto qui alla vita sacrificata di Marie, che è però la personalità dominante della coppia di amiche. Qual è il senso della simbiosi fra le due donne? Bisogno di condividere la vita, oppure incapacità di spezzare un legame così antico?

I rapporti umani non sono mai univocamente definiti, nella produzione di Simenon, e restano ambigui anche in questa opera della piena maturità dello scrittore.

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