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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

I beati anni del castigo





Il romanzo d'esordio della scrittrice svizzera Fleur Jaeggy, ancora oggi ritenuto il suo capolavoro. Il fascino della memoria, soprattutto di quella legata per sempre agli anni dell'adolescenza, pervade le (poche) pagine di questo libro. La voce narrante, collegiale nella Svizzera del primo dopoguerra, attraversa il tempo in un gioco di passato, presente e futuro. Gli incroci con le altre ragazze del collegio tra i monti dell'Appenzell sono un pretesto per ricordarci che, in fondo, viviamo per sempre l'età dell'adolescenza. Ci arriviamo faticosamente, e restiamo ancorati ad essi per il resto della nostra vita.

E' molto difficile giudicare questo brevissimo romanzo, perché sembra di giudicare l'autrice. Possiamo condividere o respingere la visione cupa della (buona) società svizzera del Novecento, ma fatichiamo a distinguere la finzione dalla realtà. Leggiamo letteratura che descrive una realtà che forse è solamente letteratura. Chi può dirlo?

Pubblicato dalla casa editrice del marito Roberto Calasso, premiato ma non troppo, affascinante ma evanescente.

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