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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

[For fun] Paperino e la Bella del Ballo

Scena: Paperino è infilato in un bidone dell'immondizia, a testa in giù. Attorno a lui si raduna una folla.

Un signore: Povero papero, deve essere così povero che cerca un tozzo di pane nella spazzatura!

Qui, Quo e Qua: Sì signore, nostro zio è così povero che non possiede nemmeno un pezzo di pane da mangiare.

Una signora: Allora questo papero è vostro zio?

Qui, Quo e Qua: No signora, nostro zio è così povero che non possiede nemmeno tre nipotini!

(liberamente tratto da: Paperino e la bella del ballo, testi di Guido Martina, disegni di Pier Lorenzo De Vita)

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