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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

A seminar or not a seminar, this is the question

A few days ago I was browsing the most important database for mathematicians, Mathscinet, and I found a really interesting paper by J. Mawhin and M. Willem. Its title is Origin and evolution of the Palais-Smale condition in critical point theory. While traveling home, I could read almost all of it, and I was so amused that I decided to prepare a rather informal talk for PhD students.

Therefore, I stated writing slides, but I suddenly stopped: is this really interesting for students? I mean, they do not know what the Palais-Smale condition is, why should they be interested in its evolution? Even worse, why should they be interested in mathematics at all? Alright, this is too much...

 

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