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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Piccolo breviario ad uso dell'aspirante politico

La vicende del centro-sinistra italiano che abbiamo commentato negli ultimi giorni mi spingono ad una conclusione: all'aspirante politico italiano mancano le basi. Quasi sempre manca anche l'altezza (morale, soprattutto), ma pazienza.
Invece, prevale la convinzione che la politica attiva sia l'analisi dei sondaggi: la gente vuole questo? E diamogli questo! La gente vuole quello? E diamogli quello! Perché noi dobbiamo fare quello che vuole la gente.

Io mi avvio verso i quaranta, i capelli sono bianchi e solo i geni mi hanno preservato dall'arrotondamento delle forme. Penso di averne viste tante, a partire dal declino della Prima Repubblica fino al declino dell'Ennesima. Mentre gli USA hanno gli stessi partiti da secoli, noi li cambiamo con la stessa frequenza dei calzini. Gli antichi politici italiani avevano una miriade di difetti (per esempio un concetto di onestà abbastanza flessibile), ma non erano uomini per tutte le occasioni. Ecco allora poche domande che ogni italiano, prima di scendere (o salire, o prendere la prima scorciatoia dopo il semaforo) in politica dovrebbe porsi.

  • Pensi che ogni individuo sia padrone della propria vita, oppure che ne sia soltanto un gestore a responsabilità limitata? La vita è nostra oppure è solo un prestito?
  • Ritieni che le convinzioni religiose prevalgano sulle esigenze dell'individuo?
  • Il tuo ideale di società è basato sulla competizione e sulla disuguaglianza, oppure sulla convivenza e sull'uguaglianza?
  • Gli interessi collettivi devono prevalere su quelli personali?

Quattro domande fondamentali (ma potrebbero essere di più) per collocarsi rispetto agli schieramenti tradizionali della società. E quattro risposte che non dovrebbero mai dipendere dalle contingenze elettorali. E poi, buona fortuna: qualcuno vince e qualcuno perde, ma un briciolo di dignità sarà comunque salva.

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