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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Nell'erba alta

Tutto d'un fiato, ieri sera ho letto questo nuovo racconto di Stephen King e Joe Hill. Questi è figlio di King, già autore del romanzo La scatola a forma di cuore e di una raccolta di storie dell'orrore (ma dai, deve essere il tipico figlio che non vuole assomigliare al padre!).
Devo dire che la storia mi ha appassionato, ma sappiamo che King è un abile narratore. La trama è estremamente semplice, come credo debba essere qualsiasi racconto horror: un ragazzo e una ragazza incinta, fratello e sorella, stanno attraversando il Kansas a bordo della loro automobile. Costeggiando un rigoglioso prato di erba alta, sono richiamati dalle invocazioni di aiuto di una voce infantile. Il bambino dice che lui e sua mamma si sono persi nell'erba, e non riescono a tornare alla loro macchina.
I due ragazzi naturalmente si lanciano nel prato, mentre la voce della madre del bimbo cerca di fermarli prima che sia troppo tardi. La situazione è però molto strana, e i due fratelli capiscono presto che quella che li ostacola nella corsa non è normale erba. Mentre il prato sembra muoversi attorno a loro, cominciano i primi fatti inquietanti...

Le pagine scorrono veloci, e sono poche; il ritmo aumenta secondo lo schema del maestro Stephen King. Tuttavia c'è un senso di déja-vu, in questo libretto. Difficile non pensare allo splendido Children of the corn dello stesso autore, trasposto per il grande e il piccolo schermo almeno un paio di volte. Il tema della natura malvagia, qui servito in salsa vagamente extraterrestre, sembra essere una scelta sicura, per quanto ovviamente abusato.

Consigliato per un breve viaggio in treno, o comunque per un'ora di relax senza pretese.

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