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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

1979

Pubblicato in Italia nel 2010 da Voland, 1979 è un romanzo veloce, di lettura semplice ma intrigante. Vi ho già parlato di un altro libro dello scrittore francese Jean-Philippe Blondel, 6.41. Ciò che accomuna le due opere è la predilezione per la narrazione a più voci. In 6.41 assistiamo al confronto fra due soli personaggi, che ricordano un passato comune alternandosi attraverso i capitoli. Ognuno è l'oggetto di interesse dell'altro, in modo simmetrico.
In 1979, al contrario, la topologia è quella di una rete a stella: in mezzo c'è un numero, o meglio una data: il 1979. Intorno di sono vari personaggi che si interrogano sul passato e sul presente, in un coro di voci talvolta sconclusionato. Lo spunto è divertente: sulla facciata di un grande edificio di una città francese, una mattina gli abitanti del quartiere leggono 1979, tracciato a vernice. Chi è stato? Perché? Che senso può avere un graffito così particolare?
Da questo momento, noi lettori assistiamo ai pensieri di più persone, ciascuna convinta di avere una spiegazione plausibile. Fra rimpianti, rabbie e voglia di riscatto, il gruppo eterogeneo si ritroverà in un pub irlandese, nel mezzo di una festa a tema.

Scritto con la tecnica del flusso di coscienza, fino alle ultime pagine 1979 sembra la classica storia senza storia. E invece Blondel ci presenta la soluzione nell'ultimo capitolo, quasi guastando l'atmosfera rarefatta così faticosamente costruita. Personalmente non sono sicuro di aver apprezzato la soluzione dell'enigma, mi è sembrata quasi l'ultima pagina della Settimana Enigmistica dove i lettori meno abili trovano sollievo ai dubbi. Forse non c'era bisogno di razionalizzare, perché non tutto è razionale e spiegabile. Resta comunque un buon romanzo, meno mainstream di 6.41 e per questo meno popolare.

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