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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Condominio R39

Scrittore italiano, delusione sicura. Questo dovrebbe essere il motto del mio casato. L'opera prima di Fabio Deotto, biotecnologo classe 1982, non fa purtroppo eccezione.
La quarta di copertina si affretta a richiamare i condomini di Ballard e di Polanski,  naturalmente. Peccato che il condominio di Deotto, sperduto da qualche parte di Milano, sia soprattutto una caricatura confusa e insipida di quei capolavori.

Scritto secondo la tecnica del salto nel tempo, alternando cioè paragrafi in diretta e paragrafi in flashback, il libro racconta di un misterioso incendio divampato nel condominio del titolo in un caldo marzo. Nessuno muore, ma alcuni abitanti giacciono in stato comatoso all'ospedale. Il commissario Pallino (none del menga,  ma in fondo anche Maigret ha un significato piuttosto curioso in francese) indaga, perseguitato dal passato e dalla gastrite del presente.

In un confuso alternarsi di storie, puntualmente patetiche e dunque italiche,  l'enigma si dipana sotto gli occhi increduli del commissario. Tutti gli stereotipi sono presenti: il poliziotto sfigato, la moglie sul punto di lasciarlo, lo spunto horror, il delitto e il castigo, Peyton Place, e compagnia cantante. Incomprensibile la pubblicità ostentata di un noto smartphone che assurge a sinonimo di telefono cellulare.

Che dire? In una nazione che pubblica più libri di quanti ne legga, uno più o uno meno ha poca importanza.

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