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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Speciali

Ci sono quelle giornate speciali, quando ti alzi alle 6:30 al mare, carichi gli zaini in macchina e parti per le montagne della Carnia. La destinazione è Sauris, con le casette fiorite e il giro delle malghe: cinque ore e mezza di cammino, prima su poi giù e poi ancora su. Ogni salita potrebbe essere l'ultima, invece eccone là un'altra. La vista spazia dalle cime delle Dolomiti al lago turchese in fondo alla valle, e anche baciarsi ha un gusto speciale,

Ci sono quelle giornate speciali in cui fai tutto questo insieme ad una persona ancora più speciale. E tutto sembra magnifico, perfino la disidratazione che ti fa girare la testa nell'ultima mezz'ora prima di arrivare a valle, prima di un'aranciata fresca e di un gelato alla fragola. Il tempo di togliere gli scarponi e di avviare il motore e si riparte, con il rammarico di non potersi fermare più a lungo in mezzo a quei monti. 

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