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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Il giudice e il suo boia

Il commissario Bärlach della polizia di Berna insegue da anni Gastmann, che per diabolica scommessa ha ucciso un innocente davanti ai suoi occhi ed è riuscito a farla franca. Nelle sperdute valli del Giura bernese un giovane poliziotto è stato ritrovato nella sua auto, freddato da un colpo di pistola alla tempia.
Bärlach riceve l'incarico di indagare, ma un cancro allo stomaco lo ha ormai condannato. Debilitato, chiede di essere affiancato da Tschanz, poliziotto dinamico ma un po' irruento. Le indagini sono complesse, il morto aveva trascorso l'ultima serata nella villa di un potente uomo d'affari in compagnia di consiglieri federali: ci sono evidenti ragioni per mantenere il riserbo e archiviare il caso senza creare troppi imbarazzi politici.

Inizia così il (breve) romanzo di Friedrich Dürrenmatt (Il giudice e il suo boia, Adelphi, 2015), e non vale la pena di svelare il doppio colpo di scena che trasforma una storia apparentemente banale in un piccolo gioiello della letteratura poliziesca. Con la consueta maestria (Dürrenmatt era uno degli autori favoriti di Georges Simenon) l'autore dipinge un personaggio, quello del Vecchio Bärlach, che si muove da vero master of puppets fra assassini noti e assassini inattesi. La realtà, sembra ricordarci lo scrittore bernese, è raramente ciò che sembra.

Un racconto che si legge in due ore, ma che resta nella memoria.

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