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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Sentieri della Grande Guerra

Ho trascorso quattro giorni sull'altopiano di Asiago. Ne ho approfittato per fare un po' di trekking, unendo il piacere della natura con il fascino della storia. Anzi, della Storia. Asiago è stata uno degli epicentri della Prima Guerra Mondiale: sono passati quasi cent'anni, ma i luoghi non dimenticano.

Confesso la mia profonda ignoranza, come molti studenti: ricordo ben poco della storia contemporanea, e quindi scopro informazioni sul posto. Sono salito sul Monte Ortigara, e ho visto le trincee. Oggi c'è un monumento,
ma tanti anni fa non si incontravano gli escursionisti:
Tanti uomini, e tanti ragazzi, sono morti su quella montagna per un'assurda guerra di posizione, che doveva finire entro pochi mesi ed è durata quattro anni (complessivamente).

Ho camminato sul Monte Fior, oggi celebre per la città di pietra:
Ma la stessa montagna è stata scavata dai soldati, che vivevano e morivano di freddo, di sete e di colpi di cannone:

Oggi è difficile concepire che una guerra potesse essere combattuta così lentamente, fermi per settimane a difendere pochi metri di sassi e di erba. Eppure le montagne vicentine sono piene di cimiteri di guerra, di cippi commemorativi, di percorsi della memoria. È passato un secolo da quella guerra, ma è ancora facile commuoversi davanti alle lapidi sparse nei boschi.

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