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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

La lanterna


Delizioso libretto (nel senso letterale del diminutivo-vezzeggiativo, poiché si tratta di un libro che sta in una mano, di appena cento pagine) recentemente edito da Robin Edizioni, è la traduzione di Le fanal (Denoël, 1992).
Il protagonista è il commissario Laviolette, l'investigatore che lo scrittore provenzale ha fatto conoscere al pubblico con alcuni romanzi dal sapore nostalgico. Ma questa volta Laviolette è solo il testimone di una vicenda gotica di fantasmi ed amori. Narratore nella narrazione, il commissario si fa interprete della storia di un fantasma infelice: una donna ormai anziana che passa il tempo sulla panchina di una stazione ferroviaria abbandonata da tempo. Moglie di un ferroviere, anzi di due ferrovieri, anzi di tre ferrovieri, è condannata ad attendere un treno che nessuno può vedere.

Scritto con il consueto stile involuto di Magnan (un mio grande rammarico è che non conosco sufficientemente il francese arcaico e letterario per avvicinarmi agli originali mai tradotti in Italia), questo veloce racconto riserva qualche piacevole sorpresa "nera" nonostante una certa difficoltà a seguire il filo dei dialoghi. Ma gli estimatori di Magnan (1922-2012) attendono la traduzione degli ultimi libri, di spessore ben superiore a quello di un divertissement.

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