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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Vajont, quelli del dopo


Il mio primo ebook su iPad, che recensisco con particolare piacere. Un testo veloce, persino un lettore pigro come me può leggerlo in un'ora.
Scritto nel 2003, a quarant'anni dal disastro che causò duemila morti (la maggior parte a Longarone, ma altri paesi della val Vajont pagarono un triste tributo) da un Mauro Corona che si fa semplice portavoce di tre ertani in un'osteria, è un racconto doloroso e problematico. Tacciato da qualcuno di imprecisione e addirittura di ipocrisia, lo scrittore-alpinista mette in scena le tensioni e le contraddizioni dei sopravvissuti. C'è chi odia e chi vorrebbe guardare avanti, chi baruffa e chi propone ritorsioni sui discendenti degli ertani fuggiti dopo la sciagura.
Difficilissimo prendere posizione, soprattutto dopo aver visto con i propri occhi le ferite della terra e delle persone di quei posti.

Il lettore non cercherà qui una tesi o una risposta: come avventore della stessa osteria, gli basterà fermarsi ad ascoltare, senza giudicare.

Ultima considerazione: continuo a pensare che il miglior Corona non sia quello dei romanzi, spesso prolissi e poco incisivi. Questo libro sembra confermare il mio giudizio.

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