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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Se lo dice Alberto Angela in tv...

Finalmente ho la giustificazione per cazziare gli studenti che contestano i voti bassi in matematica, e contemporaneamente ammettono che della matematica non potrebbe importar loro meno di così. Ecco, l'ha detto Alberto Angela ad Ulisse, la scorsa settimana: non ricorderai mai a lungo quello che non ti interessa.

Sembra la scoperta dell'acqua calda, ma in fondo lo studio del cervello e del suo comportamento è proprio questo: confermare scientificamente (o eventualmente smentire scientificamente) quello che ci sembra vero per esperienza personale. Tutti noi, da studenti, abbiamo sperimentato quanto sia arduo studiare una materia che non ci piace. Nel mio caso, lo confesso, era soprattutto la storia: potevo tenere a mente un capitolo o due del manuale, ma dopo un mese restava solo una pallida traccia. Ora ce lo dice Angela Jr, che memorizziamo profondamente solo quello che ci interessa o ci incuriosisce. Il resto passa e va.

Quindi, la prossima volta che sento uno studente lamentarsi del voto basso in una materia che gli fa schifo, gli sbatterò in faccia la replica di Ulisse. Chissà che non gli faccia bene.

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