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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Accattostudente

Stamattina, fra gli interessanti messaggi di posta elettronica che mi promettono parti anatomiche che nemmeno un cavallo, guadagni che nemmeno un emiro del petrolio, e ovviamente avvisi che il mio conto corrente sara' bloccato finche' non inseriro' la mia password in un form apposito, trovo la seguente email, con tanto di esercizi in allegato:

"Buon giorno professore sono uno studente liceale e vorrei chiederle una grossa mano, ho un test velocissimo di mate da svolgere e mi servirebbero le soluzioni di questi esercizi ESATISSIMI perchè ne dipende la mia promozione!! La prego mi dia una mano :(
Mi servirebbero le soluzioni dall'81 al 91.. puo aiutarmi per cortesia ? Un matematico come lei ci metterà sicuramente 2 secondi a farlo :) GRAZIE MILLE!!!"


 

Ometto il nome per rispetto della legge, non perche' l'individuo in questione (che chiamero' X) se lo meriti. Sorvolo inoltre sulla sintassi zoppicante e sul tono da chiacchierata al bar. Potrei spendere parole da moralista, potrei dire che la scuola serve ad imparare per se stessi e non per il professore di mate(matica). L'aspetto inquietante, invece, penso che sia l'evidente convinzione di X: non sono cosi' scemo da lavorare, quindi cerco qualcuno che lavori al posto mio. Chissa' a quanti colleghi e' stata spedita la stessa email, e temo che qualcuno ci possa anche cascare. 

Sappiamo tutti che gli studenti sono goliardici e furbacchioni, ma e' sconfortante che la tecnica dell'accattonaggio per comodita' sia arrivata fra gli adolescenti. Tutti lavoriamo e ci impegniamo per raggiungere un obiettivo. Come fara' il giovane X quando trovera' un lavoro? Cerchera' qualcuno che voglia sostituirlo per pura compassione?

Commenti

  1. No. All'inizio pensavo che fosse un virus, e invece era proprio un test di matematica.

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  2. io gli avrei mandato la seguente risposta: trova le soluzione nell'allegato... e ci mettevo un virus :-D

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