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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

As far as I can understand

Due giorni fa, ho ricevuto due report positivi per un articolo. Ecco due stralci.



The proofs are technical. I have read them. As far as I can understand them, all of them seem to be correct.






The article is well written, but it is not easy to read it.





È interessante che il referee ammetta di non aver capito bene le dimostrazioni. Ma almeno è stato sincero, senza sbrodolare finte competenze. Come canta Billy Joel,



Honesty is such a lonely word. 
Everyone is so untrue. 
Honesty is hardly ever heard.


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