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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Sindacalizzazione

Scena: noioso (ma inesorabile) consiglio di facoltà.
Argomento: statuto della Bicocca, e in particolare ricercatori a tempo determinato ex lege Gelmini.

Il preside annuncia che il sentimento del Senato Accademico è quello di non bandire, per i prossimi tre anni, posti da ricercatore di tipo "B". Per chi non se ne intendesse, i ricercatori di tipo "B" saranno quelli con la speranza di essere assunti dopo aver conseguito l'abilitazione, visto che l'ateneo deve accantonare la pecunia per pagarli come dipendenti. Insomma, la tenute track all'amatriciana.

Mormorio diffuso: se non prendiamo i ricercatori di tipo "B", dovremo prendere quelli di tipo "A", cioè i precari più precari del mondo accademico, che possono essere spremuti e rottamati come operai cinesi nelle fabbriche clandestine. Il preside si lancia allora in un discorso, comprensibile ma sottilmente inquietante. Il succo è che i papaveri senatori temono che noi ricercatori di ruolo ci possiamo inc**zare come tigri se i ricercatori di tipo "B" si mettono in competizione diretta per un posto da professore. E se poi ci sindacalizzassimo, insinuano i papaveri? E se facessimo sciopero? Non sia mai! E allora spremiamo per tre anni i giovani studiosi, nell'attesa che le abilitazioni da professore associato ci inducano a più miti consigli.

No, non siamo un Paese per giovani.

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