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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Recensione: Uno stupido angelo

Ieri sera ho terminato la lettura del romanzo Uno stupido angelo, di Christopher Moore.


Il primo libro di Moore che io abbia mai letto è stato (probabilmente) il suo capolavoro assoluto, Il vangelo secondo Biff.


Ecco, purtroppo lo stupido angelo (datato 2004 ma appena uscito in italiano) non riesce a raggiungere i livelli di ironia del vangelo, pur essendo un racconto piacevole. Chi ha letto Joe R. Lansdale potrebbe scorgere qualche richiamo allo stile horror-splatter di certe storie dell'autore texano, ma dico subito che è difficile afferrare il senso dello stupido angelo se non si è americani.
La storia è ambientata nella più artificiale California, dove la comunità locale celebra in modo pittoresco e vagamente trash la ricorrenza del 25 dicembre. Leggendo i capitoli, piuttosto agili, incontriamo figure ridicole (la barista con la dentiera, il pipistrello parlante, l'ex atleta un po' ritardato, l'ex attrice schizofrenica che pensa di essere una guerriera fantasy) ed avvenimenti grotteschi. Ma solo un americano riconosce veramente la satira di costume sulla società che ha inventato il Babbo Natale con il costume rosso e che lo celebra come un personaggio commerciale e turistico per stranieri alla ricerca dell'atmosfera natalizia.
Molto divertente è l'angelo inviato sulla terra per soddisfare, il 25 dicembre, i desideri di un bambino. L'angelo è piuttosto sconclusionato, e si perde negli assaggi del peggior cibo-spazzatura. Credendo di fare una specie di miracolo di Natale, scatenerà una notte dei morti viventi piuttosto ben riuscita: il romanzo vira dal comico al thriller improvvisamente, per poi risolversi definitivamente nel non-sense finale.

Pur essendomi divertito, mi è rimasta la sensazione di un testo abbozzato, quasi da autogrill. E, dopotutto, il tentativo di dissacrare le feste natalizie scivola nella retorica natalizia dei prodotti americani, dove tutti si dicono "ti voglio bene" sui titoli di coda.


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