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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Il ragno

Stamattina, arrivando davanti alla porta del mio ufficio, ho notato un ragno sul muro bianco, non molto lontano dalla maniglia. Più che un ragno era un opilione, cioè questo coso qui:

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Sembra che sia un mostro, ma è un animale innocuo e simpatico: ricordo di aver sentito parlare di opilioni da bambino, guardando i cartoni animati dell'Ape Maia.

Stasera, andando via, l'ospite era sempre lì, appena più a destra. Dicono che i ragni portino fortuna: nel dubbio, l'ho salutato cordialmente prima di uscire.

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