Passa ai contenuti principali

In primo piano

AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Le pietre, di Claudio Morandini


A Sostigno, immaginario paese di montagna che potremmo collocare nella Valle d'Aosta in cui Morandini è nato, iniziano a piovere pietre. Letteralmente: nel soggiorno dei Saponara, una coppia di insegnanti cittadini che si è trasferita "in alto" in prossimità del pensionamento, alcuni sassi cadono dal soffitto.
Ma il bello è che non restano lì, fermi come tutti i sassi: si muovono, hanno vita propria, strisciano e vibrano. E possono fare molto male.

Inizia così il più recente romanzo di Claudio Morandini, pubblicato da Exorma. Narrato in prima persona dalla voce di un bambino all'epoca dei fatti, ma ormai adulto, è questo il resoconto di una vicenda misteriosa, gustosa come le favole nere. I Saponara diventano, loro malgrado, protagonisti di una storia del soprannaturale senza lieto fine. Beh, per essere precisi, non è del tutto vero, ma lascio al lettore la scoperta della storia. Tra paragnosti (di nome e... di fatto), eruditi saccenti, montanari introversi e ragazzini dispettosi, il caso delle pietre semoventi avvince il lettore e lo conduce verso un parziale colpo di scena, tanto più riuscito quanto più innocente.

Morandini conferma il suo talento di narratore di storie di montagna, un po' alla Mauro Corona. Qualche tic linguistico alla lunga annoia (ad esempio l'abitudine di iniziare le frasi con "Basta", probabilmente un francesismo valdostano), ma la qualità del libro è fuori discussione. Superiore, se mi si concede, anche al precedente e premiato Neve, cane, piede.

Commenti

Post più popolari