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Morire in primavera - recensione

Salutato come una delle più importanti opere tedesche nell'era post-Günther Grass, Morire in primavera è un racconto di crudo realismo sul significato della guerra. A ben vedere, la collocazione negli anni della Seconda Guerra Mondiale è piuttosto marginale: prevalgono qui il piano personale ed umano del coinvolgimento nel concetto stesso di conflitto armato come sospensione dei normali valori umani.

Nell'inverno del 1945, quando la Storia ha già scritto l'epilogo della tragica avventura nazional-socialista di Hitler e del suo Reich, Walter e Fiete sono due giovani ragazzi che lavorano in una fattoria nel nord della Germania. A diciotto anni, pensano alla ragazze e al futuro, mentre il "soldato Ivan" ha ampiamente valicato i confini orientali del Reich. Walter ha problemi agli occhi, non sa sparare con il fucile, mentre Fiete teme la chiamata alle armi. È ribelle all'autorità, risponde con lo sferzante "Drei liter" al nefasto saluto delle SS, e pro…

Modesta proposta per l'anno 2013

Abuso di notazione

Mo' viene Natale

Recensione: The perks of being a wallflower

Addio, carta crudele?

Agenda delle vacanze

Recensione: Uno stupido angelo

Ché a Natale non se ne può più di

I panni sporchi

Mathematica gratia mathematicae

Caro direttore...

Integrazione

Primarie?

Convessità

Il pensiero debole del progresso

Ma no, e chi se l'aspettava?

Non me ne frega niente

Ministero delle attività improduttive

Non ho capito

Presi in giro

Recensione: Niceville

L'orrore della montagna

Libri: scriverli e leggerli

Discontinuità

Ho fatto una bella lezione

Il ragno

Senza dimostrazione

Come deprimere un insegnante di matematica

I diari della falena

Ci sono delle volte

Povero italiano!

Successioni

Elogio della suriettività

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