Bastardi in salsa rossa

E' stato tradotto a tempo di record l'ultimo (nel senso dell'inglese latest) capitolo della saga di Hap & Leonard, probabilmente il ciclo di maggior successo del prolifico scrittore Joe R. Lansdale. Sempre più affaticati dalle botte e dagli anni che avanzano, i due detective del Texas orientale sono alle prese con un omicidio che puzza tanto di poliziotti corrotti. Come se non bastasse, la vittima è un ragazzo di colore, che sarebbe stato perseguitato da un manipolo di agenti dediti a strani traffici di droga nel quartiere popolare di LaBorde.

A questo punto, forse vi aspettate una frase ad effetto, ad esempio: "Ma la realtà è meno scontata di quanto sembri." Purtroppo, in questo caso, la verità si intuisce molto presto. Risparmio i dettagli, perché quella di Lansdale è e resta una letteratura di evasione di ottima qualità e vale la pena di leggerla senza riassunti. Però una certa sensazione di stanchezza, forse di appagamento, danneggia questo romanzo che si trascina alla conclusione sui binari del "già letto".

Ci sono le scazzottate, c'è il razzismo, c'è l'ironia che da sempre contraddistinguono l'autore. Ma sentiamo la mancanza di quel guizzo di originalità in più, e malediciamo quel finale da telefilm in prima serata. Anche il miglior tiratore, ogni tanto, manca il bersaglio: i lettori affezionati di Joe Lansdale sperano che si tratti solo di un appannamento momentaneo.

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