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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Il fiordo di Killary

In genere ho una istintiva riluttanza a leggere cose irlandesi, che trovo spesso vagamente ruffiane. Trovo una vena di autocommiserazione un po' fastidiosa, nella tendenza ad esaltare le difficoltà di una nazione che soffre il confronto con il Regno Unito. Ed effettivamente ho acquistato questo libro grazie alla simpatica copertina, ignorando la nazionalità dell'autore.

Essendo una collezione di racconti brevi, pubblicati in lingua originale in momenti diversi e in raccolte diverse, la sensazione è quella di un collage vagamente artificioso. Le prime storie insistono, come da tradizione, sui difetti tipici degli irlandesi: la tendenza a bere smodatamente, la recriminazione sulla realtà economica disagiata (quasi fosse colpa del destino cinico e baro), l'apatia dei frequentatori dei pub persi nella brughiera.
Bisogna invece farsi forza ed arrivare a metà del libro, prima di trovare le gemme uscite dalla penna di Kevin Barry. Ci sono storie di una crudeltà sorprendente, qualche strizzata d'occhio al genere poliziesco americano, una struggente e disperata storia d'amore nel mondo degli artisti di Berlino.

Ignoro perché mai l'autore del risvolto di copertina abbia scritto che non si smette mai di ridere leggendo questi testi: forse aveva frequentato troppo a lungo un pub irlandese. Voto? $7-$, facendo la media fra i primi e gli ultimi racconti.

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