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La forza di gravità

Ecco, questo è un.libro che non avrei mai letto, se non fossi andato casualmente nella biblioteca comunale della mia città. Sono piuttosto scettico riguardo alla letteratura italiana contemporanea, ed evidentemente questo romanzo di Claudio Piersanti rientra pienamente nella categoria.

La trama è semplice, direi vagamente francese: Serena, la protagonista, ha diciotto anni e vive in una grande città (mai nominata, io ho pensato di riconoscere Roma da alcune descrizioni) insieme alla zia. Ha perso la madre da piccola, e il padre è sprofondato in una pigrizia maschile fatta di televisione e divano. La vita di Serena non è mai stata facile, avendo subito alcuni interventi di chirurgia estetica alla mandibola.
Nel suo stesso condominio vive il Professore, co-protagonista del racconto. È un tipo strampalato, sulla sessantina. Solitario, quasi misantropo, già docente di scuola superiore ed esperto di filosofia, trascorre giornate ripetitive tra letture impegnate e videogiochi sparatutto.

L…

Verità


Oggi è la giornata mondiale contro la tortura. Che sia una brutta cosa penso lo sappiamo tutti. Però non sembra sconvolgerci così tanto.
Sono passati tanti mesi da quando un giovane ricercatore italiano, di un piccolo paese friulano che dista pochi minuti dalla casa della mia fidanzata, è stato rapito, torturato ed ucciso in Egitto. Immediatamente sono stati tolti dai cassetti i modelli prestampati di indignazione pubblica: ministri, sottosegretari, uscieri, nani e ballerine hanno espresso la ferma volontà del governo italiano di arrivare subito alla verità.

Poi ci siamo ricordati che in Egitto andiamo magari in vacanza, e soprattutto che le armi per ferire ed uccidere non le fabbricano in cantina.
Così la febbre dell’indignazione è scesa, curata dalla tachipirina dell’ipocrisia e dell’opportunismo. In fondo dobbiamo portare a casa i marò e pure i loro amici a quattro zampe, perché sicuramente fanno un mestiere più nobile dell’inutile ricerca scientifica. Oltre naturalmente la famiglia, resta Amnesty International a ricordarci che un giovane di belle speranze è finito in un fosso mentre lavorava per un’università inglese che ora rifiuta di collaborare alle indagini.

Ma restano anche i commenti quasi osceni degli avventori che si sentono Macchiavelli: se uno cerca guai, prima o poi li trova. Tutti pronti a trasformare un dottorando in una spia al servizio dei comunisti (avete letto bene, una collaborazione saltuaria con il manifesto è un’ammissione di adesione ai valori della rivoluzione proletaria), peraltro incapace.

Ho partecipato come ho potuto alla campagna di sensibilizzazione per la verità. Ho scritto al rettore della mia università perché pubblicasse un banner di solidarietà sulla home page (ottenendo una risposta positiva), ho partecipato al Twitter Storm di oggi, parteciperò ad altre iniziative in futuro. Ma il morale è basso. In Friuli le case sono coperte di poster gialli che chiedono una risoluzione del caso, mentre a Milano i problemi sono, forse comprensibilmente, altri.

Non ho capito se sappiamo chi ha abbattuto il DC-9 sopra Ustica, figuriamoci se ci interessa davvero scoprire chi si è sbarazzato di un trentenne italiano al Cairo. Il sole abbronza, il mare è azzurro, e poi non poteva andare a scocciare in Finlandia, dove nessuno ti tortura? Comunque adesso pensiamo ai marò, che hanno solo scambiato un pescatore per un terrorista. Sì, come se non sapessimo che i terroristi indiani si travestono da pescatori per inguaiare i nostri soldati… Siamo furbi noi italiani, che ti credi?

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