Sotto il peso delle nuvole

Bastiano Dal Sasso è un reduce della Grande Guerra. L'ha combattuta controvoglia, non era certo un interventista. Aveva un padre e una madre, aveva la sua Imelda, promessa sposa. Poi è arrivata la chiamata alle armi nel Battaglione Alpini, anni di morte e di dolore senza capirne le ragioni.

Ma anche le cose più brutte finiscono, e Bastiano può riassaporare il piacere di tornare nel suo Altipiano di Asiago. Dopo essere uscito dalla guerra senza alcuna ferita fisica, non gli è tuttavia concesso il privilegio di scampare anche alle ferite dell'anima: la sua famiglia è stata sterminata dagli Austriaci, e la fidanzata è stata rapita e deportata dalle truppe nemiche in cerca di qualche divertimento. Nel paese devastato dai bombardamenti è rimasto solo il maestro di bottega Italo Stern (teniamo a mente questo cognome, non casuale pur essendo diffuso ad Asiago). Ferito ad una gamba, non ha potuto impedire il rapimento di Imelda nelle ultime settimane di combattimenti.

Bastiano decide così di fuggire in pianura, verso il Delta (del Po) alla ricerca di un'esistenza meno grama di quella montanara. Trova lavoro facilmente come manovale nei cantieri della ricostruzione, e si illude di trovare anche l'amore. Ma è proprio lui a scansarlo, forse per il senso di colpa di non aver protetto la sua amata. Il richiamo delle montagne diventa assordante, e quando Italo Stern gli comunica che Imelda è rientrata - viva e in buona salute - dopo un periodo di sfollamento in Emilia.

Una volta di più, Bastiano patirà le mazzate del destino: la vita è andata avanti, Imelda ha un marito e presto sarà madre. Ormai solo al mondo, il nostro protagonista sceglie la via dei monti, per sempre.

Christian Spinello, scrittore di Adria agli esordi nel panorama letterario italiano con questo Sotto il peso delle nuvole, regala ai lettori una storia semplice e antica, fatta di sofferenza, miseria e riscatto. Anche se, per dirla tutta, il riscatto ha un sapore amaro. Il libro patisce le ristrettezze dell'editoria contemporanea, che risparmia sulla correzione delle bozze: sarebbe bastata una rilettura per evitare qualche imbarazzante inciampo grammaticale.

Tuttavia il difetto principale del romanzo non è tecnico, ma a mio modesto avviso stilistico. L'autore afferma orgogliosamente di essere cresciuto con i racconti di Mario Rigoni Stern, e di essere stato aiutato da Mauro Corona nella stesura definitiva di questo libro. Ecco allora che l'incitamento di Mattia Signorini riportato nella pagina dei ringraziamenti assume un valore tanto maggiore: "Osa!"

Esatto: osa! Christian Spinello non ha saputo osare fino in fondo, abbandonando lo stile imitativo che caratterizza praticamente ogni esordiente. Più che Rigoni Stern, traspare Mauro Corona con le sue frasi secche e moraleggianti. C'è perfino, a ben guardare, una citazione di alcune fasi della vita dell'alpinista ertano nel personaggio di Bastiano Dal Sasso. Spinello dovrà imparare ad osare, ad essere se stesso anche nella forma letteraria. Le basi ci sono tutte, adesso bisogna costruire le altezze.

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