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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

La cattiva strada

Che cos'è l'amore, se non la volontà di decidere il proprio destino? È questo il messaggio definitivo che Sébastien Japrisot ci comunica nel suo celebre romanzo Le mal partis, appena riproposto da Adelphi con il titolo La cattiva strada.

Denis Letterand ha quattordici anni. Tempo di guerra, i tedeschi hanno ancora il controllo del territorio francese. Nella grande scuola dei gesuiti, ogni anno scolastico si ripete uguale, secondo antichi riti. Il prefetto (cioè il preside), i sorveglianti, i professori sconclusionati che non sanno cogliere le astuzie degli studenti. E le suore.

Suor Clotilde - al secolo Claude - presta servizio anche come insegnante, è giovane e colta. Con la naturalezza di un fiore di campo, tra lei e Denis sboccia improvviso l'amore. Travolgente e così facile, clandestino ma in fondo evidente, questo sentimento nuovo per entrambi cambia per sempre le esistenze dei due protagonisti. Le conseguenze, inevitabilmente, ci saranno; ma Japrisot accende una luce di speranza, forse ingiusta e scorretta, ma potente come un'onda di piena.

Uno dei romanzi d'amore più belli che io abbia mai letto, che poteva essere scritto solo da un autore francese. Non dovete immaginare scene esplicite o scabrose, ed è qui la sottile inquietudine del racconto. Razionalmente è tutto sbagliato: un ragazzino, una suora (cattolica!), sicuramente qualche reato previsto dal codice penale francese. Però è impossibile schierarsi con la madre superiora, o con i due preti che diventano quasi gendarmi nelle ultime pagine del libro. E sembra quasi di vedere la luce di quell'estate anticipata sulle montagne francesi, dove finalmente i due amanti possono cercare di essere felici insieme.

Resisterà il voto? Durerà l'amore, oltre la soglia che la legge degli uomini ha stabilito? Non lo sappiamo, per fortuna. Chiudiamo il libro senza risposte, ma con tante domande. Dopotutto, le risposte sono dentro di noi.

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