Trekking, almeno un po'

Dopo essere mancato per una decina di giorni, vi faccio un riassunto. In breve, sono stato in Alto Adige e in Tirolo a fare un po' di camminate e di trekking. Niente di straordinario, anche perché non ho il fisico; comunque mi sono divertito. Ecco qualche informazione in più:

  • Prima tappa sul lago di Vernago, con massacrante escursione al rifugio Similaun. Una salita ripida di 1300 metri, seguita da una discesa anche più debilitante: 1300 metri sotto il sole, sui sassi, con le vesciche ai piedi e le ginocchia che tremano per lo sforzo di camminare in pendenza.

  • Trasferimento nel comune di Solda. Qui i due giorni sono passati senza grandi sforzi, anche a causa del cattivo tempo. Il paese è piccolo e caratteristico, e ho potuto mangiare nel ristorante Yak & Yeti di Reinhold Messner. Un posto vagamente deludente per l'aspetto trascurato, ma la cucina è buona e rustica. Peccato per il temporale che ha fatto saltare la corrente in valle e ha creato problemi alle cucine del ristorante.

  • Tappa a Gries im Sellrain, simpatico borgo tirolese collocato in fondo ad una valle. Rilassante perfino la strada che dall'Italia conduce al Tirolo, senza traffico e immersa nel verde abbagliante dei prati e dei pascoli. Escursione poco impegnativa ma affascinante lungo un sentiero mistico che da Gries conduce al centro di Sellrain, un paio d'ore di cammino nei boschi e fra le mucche.

  • Passaggio a Matrei, nel Tirolo Orientale. Soggiorno nello storico Matreier Tauernhaus, sperduto fra i boschi ma accogliente e ristrutturato da poco. Ancora per il tempo incerto, abbiamo rinunciato all'escursione con vista sul Grossglockner, il ghiacciaio più alto dell'Austria. La breve passeggiata sostitutiva si è trasformata nell'escursione più lunga, seguendo un cammino circolare che ci ha portato a 2800 metri (circa 900 di dislivello rispetto al punto di partenza). Spettacolare la vista su altri due ghiacciai, ma faticosa e talvolta impegnativa l'ascesa sulla roccia nuda e umida. Devo biasimare l'abitudine austriaca di non segnalare la lunghezza o la durata dei percorsi escursionistici con gli appositi cartelli: spesso si crede di seguire un tracciato breve, e invece la realtà è ben diversa. Solo su una mappa turistica abbiamo scoperto che il tracciato circolare richiede in media cinque ore; noi l'abbiamo fatto in circa sei e mezza, ma con parecchie soste per decidere se proseguire o rientrare. Tutto sommato, al netto delle varie scottature al collo e ai polpacci, non è andata male.

  • Infine, da Matrei alla Valle Anterselva, con base a Rasun di Sopra. Ambiente molto campagnolo, sotto i 1000 metri di altitudine, Per trovare qualche servizio essenziale (banca, ufficio postale, qualche negozio) occorre scendere a Rasun di Sotto, raggiungibile con una passeggiata di un quarto d'ora su un sentiero affiancato al torrente.


Appunti per la prossima volta: spalmarsi più crema protettiva, portare qualcosa da mangiare anche quando non sono previste lunghe escursioni, e comprare una macchina fotografica, finalmente!

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