'14

Chiuso questo piccolo libro, di un centinaio di pagine stampate a corpo grande, ero indeciso se metterlo fra le letture insulse o fra i capolavori. Scritto in occasione del centenario dello scoppio della Grande Guerra (per noi italiani è la guerra del 15-18, ma il conflitto esplose nel 1914), questo '14 è un racconto vagamente frammentario, scritto nello stile dell'osservatore distaccato che descrive le vite altrui senza concedere alcunché all'emozione.
Possiamo dire che è il riassunto dell'esperienza al fronte di alcuni giovanotti della Vandea, chiamati alle armi con la promessa di tornare entro poche settimane e invece destinati a ben altre sciagure. Qualcuno morirà, qualcuno perderà un arto o la vista; nessuno tornerà vincitore.

Forse poco appagante per un lettore in cerca di materia per lunghe serate davanti al fuoco, '14 offre la banalità della guerra in tutto il suo macabro splendore: per Echenoz non esistono eroi, esistono solo uomini che marciano verso un destino implacabile.

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