Incidente notturno

Dopo molta titubanza, ho deciso che non potevo ignorare il premio Nobel 2014 per la letteratura, Patrick Modiano. Sono partito dalla fine, l'ultimo libro pubblicato da Einaudi: Incidente notturno.

L'inizio è in medias res, sufficientemente coinvolgente. In una notte parigina che tutti immaginiamo fosca e fredda, il giovane protagonista è investito dall'auto verde-acqua di una donna. Ferito ma non gravemente, è accompagnato in ospedale insieme a lei, e ne esce solo dopo alcuni giorni di parziale incoscienza. Ha solo una caviglia fasciata e qualche abrasione, ma un individuo ambiguo lo invita a firmare una dichiarazione di responsabilità prima delle dimissioni, e gli offre una busta contenente parecchio denaro contante.

Comincia in questo modo una ricerca fisica ma soprattutto introspettiva: ricerca della donna che era con il giovane la sera dell'incidente, ma anche ricerca delle proprie radici. Un padre assente, impegnato in giri d'affari mai chiariti; un incidente del tutto simile quando era solo un ragazzino, e una donna misteriosa che l'aveva soccorso e accompagnato in ospedale. Potrebbe trattarsi ancora della stessa persona? Improbabile, però...

Il protagonista ha pochi indizi, solo il nome di Jacqueline Beausergent che nessuno sembra conoscere. Ma la perseveranza sarà premiata in modo quasi inatteso, e l'incontro con la donna dell'incidente (il secondo, ovviamente) sarà la promessa di una vita migliore.

Ribadisco che non conoscevo Modiano, e sono rimasto sorpreso dallo stile della sua scrittura: l'uso frequente del salto temporale dona al romanzo un'atmosfera onirica suggestiva, che potrebbe tuttavia scoraggiare i lettori più tradizionalisti. C'è qualche eco di Georges Simenon, ma proprio la stridente contraddizione fra la linearità della scrittura simenoniana e la spirale temporale di quella di Modiano segna la diversità dei due autori.

Incidente notturno è un romanzo di introspezione, tutt'altro che poliziesco o di suspense come la (bella) copertina scelta dall'editore sembra suggerire. Più del giovane uomo, è protagonista il suo desiderio di non essere solo al mondo. Dopo troppi tentativi di costruirsi un legame con il resto dell'umanità dolente, è una passeggiata serale in compagnia di una sconosciuta a scaldare il cuore dell'uomo.

Interessante, scorrevole e piacevole. Forse non un capolavoro di originalità.

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