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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Il collare rosso

Nell'estate del 1919, un procuratore militare e un soldato accusato di oltraggio ai valori della nazione si trovano faccia a faccia. Aristocratico (nel nome)  il primo, contadino e anarcoide il secondo. Tra i due, un cane che abbaia senza sosta.

Inizia così il romanzo di Jean-Christophe Rufin, fondatore di Médecins sans frontières, diplomatico e scrittore di successo. Ai due protagonisti si affianca Valentine, una ragazza-madre che riesce ad essere al centro di una vicenda apparentemente banale. Valentine è la vita, che si contrappone alla morte della Grande Guerra e alla morte della cieca obbedienza militare. Lantier du Grez l'ufficiale di buona famiglia rappresenta la conservazione dei valori civili e militari; Morlac il contadino scopre il fascino della rivoluzione e dell'anarchia.

Lo sviluppo del romanzo è impietoso, nel freddo riassunto che ci offre Lantier: anche i migliori rivoluzionari diventano inevitabilmente reazionari, perché gli opposti si toccano proprio nelle occasioni più umane. Come l'amore. L'esempio di questo cane, che ha seguito il suo padrone per tutta la guerra, ha ricevuto bastonate e ferite, ed è pronto a morire di inedia sulla piazza di fronte al carcere, è probabilmente l'immagine più forte del romanzo. E ci pone davanti alla domanda più difficile: che cosa è la fedeltà? È fedele il buon soldato che uccide il nemico? È fedele la donna che accoglie in casa un rifugiato in fuga?

Il collare rosso non è un capolavoro, e forse non è nemmeno molto originale. Credo tuttavia che affrontare certe questioni sia necessario per restare umani, anche di fronte alle apparenti banalizzazioni dell'ordine costituito.

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