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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Rientro alla base

Dopo qualche giorno di silenzio, eccomi di nuovo a scrivere sul blog. Sono stato a Trieste per un convegno; molto interessante, difficile e inevitabilmente faticoso.
Ho ritrovato la città dove ho conseguito il dottorato, dove ho vissuto per quattro anni, e che ho imparato ad apprezzare per l'accoglienza e l'apertura mentale che Milano e la Lombardia hanno sacrificato per un pugno di voti in camicia verde.
Sono contento di aver rivisto amici e colleghi, ma ho anche il piccolo rimpianto di non aver dedicato più tempo ad una matematica speciale: le email non sostituiscono il piacere di una passeggiata insieme, anche quando ci sono i fili spinati con la corrente che impediscono il passaggio ;-)

Ora mi tocca rientrare nella quotidianità dei treni sudici, delle riunioni deliranti, dei calcoli che non riescono. Così è la vita.

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