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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Le fasi del lutto tecnologico

  1. Forse basta spegnerlo e riaccenderlo.
  2. Magari è solo un problema temporaneo.
  3. Chissà, forse aprendolo e togliendo la polvere...
  4. Non mi faccio illusioni, ma credo che si possa riparare in fretta e con poca spesa.
  5. Sarà difficile trovare il pezzo di ricambio, ma facciamo un tentativo.
  6. Magari, spedendolo all'assistenza ufficiale...
  7. Comprarlo nuovo costa meno della riparazione.
  8. Lo cambio, tanto ormai era lentissimo.


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