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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Quel che resta della comunicazione

L'altra sera stavo guardando un episodio della serie NYC 22, e uno dei protagonisti ha esclamato: "Ca***, ormai io e mia figlia parliamo per SMS!"
Questa mattina, in treno, ho aperto il mio ultimo acquisto per lo scaffale di storia della Prima Guerra Mondiale, Arditi sul Grappa. Che dire? Il confronto fra le lettere e le cartoline che il ragazzo del '99 spediva dal fronte e gli accrocchi sgrammaticati che i nostri (si fa per dire) figli spediscono durante le vacanze è impietoso. Anche Twitter, a mio giudizio, è stato equivocato: lo scopo dei caratteri limitati non è quello di farci diventare la caricatura del bovero negro che spopolava sotto il fascismo. La sfida di comunicare con poche parole è stata aggirata con acrobazie sconfortanti: "Nuovo governo ha parto difficile. Presidente incaricato parla cn soc. civile." 'Azzo, o giornalista, ma ti sei riletto? O credevi di essere sotto un bombardamento?

Ieri sera ero seduto in autobus, proprio dietro una signora di cosiddetta mezza età; costei era talmente scatenata sulla tastiera del telefonino che mi è sembrato doveroso leggere i suoi messaggi. Sinceramente, speravo che se ne accorgesse e smettesse di giocare all'adolescente stagionata. La meschina continuava a far scorrere, su e giù, lo stesso messaggio. Già questo comportamento può essere sintomo di qualche alterazione neurologica, giacché un individuo sano dovrebbe recepire il contenuto di un SMS piuttosto rapidamente. A memoria, il messagio recitava:

Grzie x la bella conversaz. 6 1 persona stupenda, e non meriti di rest sola!!! Baci e abbrcci da XY!!

O era un messaggio cifrato, o era un analfabeta di ritorno. Perché, o umani, non avete capito che i messaggi di testo breve non sono adatti ad esprimere sentimenti nobili et profondi? Il/la corrispondente dell'adolescente stagionata di cui sopra voleva senza dubbio trasmettere un concetto bello e caloroso, ma è riuscito/a a sembrare una scimmia con l'artrite alle mani.
Certo, se a cinquant'anni sembra giusto così, il caso è disperato. Ma da venti è ancora possibile guarire. Mi è capitato di ricevere un'email, che recitava approssimativamente:

Salve prof! Essendo ke devo laurearmi a giugno, vorrei sapere se può spostare la data dell'esame. Essendo ke mi manca solo il suo esame, devo consegnare il libretto entro il 15. Se proprio non si può, essendo ke ci sono difficoltà burocratiche, posso cercare di farlo prima.

Ecco: essendo che codesto individuo ha un diploma di scuola superiore e quasi una laurea, mi viene da piangere.

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