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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

"Il libro degli animali", di M. Rigoni Stern


Avrete capito che sto attraversando una fase nostalgica e naturista. Dopo Mauro Corona, e forse in ritardo di una ventina d'anni, ho preso in mano questo libretto del grande Mario Rigoni Stern. Quando l'ho ordinato ero scettico: qualche lettore lo descriveva come una lettura da ragazzi. Ora che l'ho chiuso, credo che convenga precisare che è un'eccellente lettura per ragazzi, ma è adatto anche agli adulti.

Accantonati per un momento i ricordi della guerra, della Russia, della prigionia, Rigoni Stern parla ai suoi lettori degli animali del bosco e della montagna. Dall'altipiano di Asiago dove ha trascorso quasi l'intera vita, Rigoni descrive l'amicizia e la fedeltà dei cani da caccia, compagni insostituibili di ogni cacciatore. Ma nemmeno mancano gli uccelli e i rapaci, o i lepri (sì, al maschile!) e le asine. Ogni animale di questo libro ha una sua specificità, e diventa quasi un amico mentre voltiamo le pagine.
Magari non sarà il capolavoro del vecio Mario (come è ricordato ad Asiago), ma le emozioni che proviamo quando scopriamo l'amore che un uomo può portare ai suoi animali sono sincere e forti.

Una delle prime cose che ho scoperto quando ho cominciato a fare camminate in montagna (anche intorno ad Asiago) è proprio la scomparsa di quel timore che noi cittadini proviamo verso l'animale. In città siamo ossessionati dalle formiche sul balcone, dalle api fuori dalla finestra, dai cani che sbraitano alla catena. In montagna (o in campagna) è tutto più semplice: gli insetti sono compagni di viaggio, i cani da pastore non ci minacciano con le zanne in mostra. È normale passare accanto agli stambecchi che brucano l'erba e alle marmotte che escono dalle tane. Ho provato a mangiare un panino mentre i corvi si avvicinavano per rubare briciole e pezzi di formaggio, ma questa scena che inquieterebbe in città era osservata da grandi e bambini in cima a quella montagna.
Leggere libri come questo aiuta a comprendere che un animale non è un giocattolo, ma ha sentimenti da rispettare e da condividere.

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