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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Cose che gli studenti di oggi fanno

...e che voi non avreste mai osato fare ai vostri tempi.

1. Mandare email anonime (lo so che ai vostri tempi le email non usavano...) chiedendo con fermezza di cambiare la data del prossimo appello perché finalmente lo specialista ha fissato l'appuntamento per una visita medica.
2. Dopo aver scoperto di aver fallito per la ...esima volta l'esame, mandare una email in cui si fa presente che "ho studiato tutto bene e poi lavoro, quindi mi deve spiegare perché non ho superato l'esame".
3. Presentarsi a ricevimento perché "so che il suo è un esame del primo anno, ma vorrei laurearmi a giugno/luglio/ottobre e quindi dovrebbe anticipare il prossimo appello affinché io riesca a superarlo prima della consegna del libretto". Pazienza se hai avuto ventiquattro possibilità di passare matematica nei tre anni scorsi, sono tutti gli altri che devono adattarsi e concederti la venticinquesima prova.
4. Consegnare un elaborato quasi in bianco, e poi sventolarti davanti la brutta copia dicendo che lì c'erano tutti gli esercizi risolti correttamente.
5. "Che cosa sarebbe questa $L$?" "È una funzione..." "Non so, io sono abituato a chiamarle $f$, che cosa devo fare?"
6. Davanti ad uno studio di funzione, sudare una funzione completamente diversa e poi pretendere che l'esercizio sia considerato corretto.

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