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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

L'animale più pericoloso



Nel panorama letterario italiano, da qualche anno si è imposto il nome di Luca D'Andrea. Scrittore alto-atesino, specializzato in romanzi polizieschi di notevole successo internazionale, ha pubblicato L'animale più pericoloso alla moda dei vecchie feuilletons, cioè a puntate sul quotidiano La Repubblica. Dopo alcuni mesi, la casa editrice Einaudi ha raccolto tutte le puntate in un libro.

Il titolo scelto, nonostante l'illustrazione in copertina, non è originalissimo: bastano poche pagine per capire che l'animale più pericoloso siamo noi, cioè l'essere umano. Tutto comincia con la scomparsa della giovane Dora, tredici anni e un forte spirito ecologista ed animalista. Dora ha scoperto che le autorità vogliono catturare una lince con i suoi piccoli perché ostacolano un progetto che frutterà soldi. Cerca aiuto in Rete, vuole andare nella valle a salvare quel nido di lince dagli uomini senza scrupoli. Ma Gert, l'amico conosciuto in una chat, non è quello che sembra.

Il racconto, all'inizio forse troppo lento, ingrana la marcia giusta verso la metà del libro. Quando la verità viene a galla, una verità molto attuale nella cronaca dell'estate 2019, il lettore è preso in un vortice di azione e di adrenalina. Non aspettatevi un grande romanzo, io parlerei piuttosto di ottimo intrattenimento: un carabiniere carismatico e problematico, un generale che lo aiuta, una PM che si invaghisce di lui, qualche inseguimento nei boschi e scontro a fuoco conclusivo. Divertente.

Non ho ancora letto i precedenti romanzi di D'Andrea, per la mia solita diffidenza nei confronti del cosiddetto giallo all'italiana. Penso che darò un'opportunità a questo scrittore.

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