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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Presentazioni

Non tengo molte conferenze, un po' perché non sono certamente importante, un po' perché non amo viaggiare spesso. Però qualche volta mi invitano a fare un seminario, e si presenta il solito problema: come fare? Meglio alla lavagna o meglio con il proiettore?
In linea di principio  mi piacciono i seminari alla lavagna, ma ci vuole talento ed io ho la tendenza ad essere caotico. Quindi ripiego sulla cosiddetta presentazione.

Esclusi i popolari software in stile Powerpoint, noi matematici amiamo preparare le slide con LaTeX. Uno dei pacchetti più popolari è Beamer, che promette meraviglie. Se non ci credete, fate un giro in questo sito.

Tutto risolto? Magari! Per quanto io cerchi di seguire i dettami dei manuali, produco sistematicamente presentazioni un po' tetre, in stile sovietico. Ai convegni vedo slide splendide, chiare ed eloquenti: le mie sembrano uscite dalla fantasia di un funzionario del PCUS.
Ho il sospetto che questo abbia a che fare con il mio miserevole senso estetico: non sono mai stato capace di fare un disegno dignitoso, né di accoppiare due colori senza scandalizzare qualcuno. Evidentemente le presentazioni richiedono un tocco artistico che mi manca. L'alternativa è ancora più inquietante: potrei non avere la capacità di comunicare i risultati del mio lavoro, e le difficoltà grafiche sarebbero in questo caso un riflesso delle difficoltà mentali. Inizierò un percorso di analisi, per affrontare le mie difficoltà. Nel frattempo, se vi capiterà di vedermi all'opera, cercate almeno di apprezzare lo stile naif delle mie slide. 

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