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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Buongiorno, come posso aiutarla?

Antefatto: il 9 marzo, mio padre ha cambiato la vecchia lavatrice ormai esausta. In uno slancio di modernità, ha acquistato una Samsung di quelle tutte display e musichette elettroniche.

Interno giorno: all'improvviso la lavatrice completa il programma, ma non si spegne completamente. Insomma, sul display appare la scritta End, e poi tutto si blocca fino allo spegnimento manuale. Dopo aver sfogliato compulsivamente il manuale delle istruzioni, telefono al call center del produttore.

Centralinista: -Buongiorno, come posso aiutarla?
Io: -Buongiorno, la mia lavatrice manifesta un malfunzionamento eccetera eccetera.
Centralinista: -Va bene, ho preso nota. Un nostro tecnico la richiamerà entro due ore.

Dopo un'ora e mezza, telefona il tecnico.
Tecnico: -Buongiorno, mi dica pure.
Io: - Buongiorno, la mia lavatrice manifesta un malfunzionamento eccetera eccetera.
Tecnico: -Ho preso nota. La chiamerà il tecnico di zona per la riparazione.

Del tecnico di zona nessuna traccia. Sul sito internet, però, scopro che il mio guasto è stato assegnato ad un centro di assistenza di S*******, provincia di Monza e Brianza. Non proprio vicino, ma sono affari loro.
A un certo punto, mio padre telefona al tecnico di zona, chiedendogli notizie. Parla ovviamente con un centralino, che si fa rispiegare tutto dall'inizio e conclude dicendo che ha preso nota, e richiamerà per un appuntamento.

Ieri pomeriggio, squilla il telefono.
Voce: -Buongiorno, sono XY, quello della lavastoviglie. Potrebbe gentilmente spiegarmi il difetto?
Io: -(Maremma maiala, è la terza volta!) Buongiorno, innanzitutto si è guastata la lavatrice.
Voce: -Eh, cominciamo bene. Qui mi hanno scritto che è una lavastoviglie.
Io: -Mai avuta. Comunque il difetto della lavatrice è il seguente: eccetera eccetera.
Voce: -Guardi, io le ordino la scheda (la scheda madre con i circuiti, ndr).
Io: -Come, dopo tre mesi è già guasta l'elettronica?
Voce: -Sa, basta un puntino, e il timer si blocca.
Io: -Ah, se è un puntino… (cacchio sarà questo puntino, lo sa solo lui).
Voce: -Io ordino la scheda, ma il magazzino è chiuso per ferie. Lunedì mi spediranno il pezzo, e la prossima settimana conto di passare a finire il lavoro.
Io: -Perfetto. Nel frattempo, posso usare la lavatrice?
Voce: -Ma certo! Quando il programma finisce, la spenga come farebbe con una lavatrice normale.
Io: -… normale?
Voce: -Sì, quelle normali.
Io: -La ringrazio, aspetto la sua chiamata.

Oggi mi collego al sito e scopro che la segnalazione è ora Riparazione completata. Confido che il tecnico venga davvero, ma credo di sì. Resta il fatto che Samsung ha messo in piedi una catena di centralini che si passano informazioni sbagliate, o più probabilmente non si passano alcuna informazione. E intanto il mondo gira, fra lavatrici normali e lavatrici subnormali.

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