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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

A Natale portami via

Dice qualcuno che il Natale è una sorta di capro espiatorio per lavarsi la coscienza. Dice qualcun altro che dovrebbe essere Natale tutti i giorni, non soltanto il 25 dicembre. Perché quelle cose, quei valori che ci sforziamo di esprimere alla fine di dicembre dovrebbero essere gli stessi che muovono le nostre azioni sempre.

Poi ci sono quelli che sembra lo facciano apposta a rendere sgradevoli anche questi giorni speciali. Alcuni di costoro se la cavano perché, in fondo, il resto dell'anno sono persone in gamba e forse si sentono soltanto tristi o frustrate. Altri invece sono proprio fatti così, un po' stupidi: sono stupidi dal 1 gennaio al 31 dicembre, senza ferie; ma sono la minoranza e bisogna difendere anche le minoranze.

Allora, caro Gesù Bambino/Babbo Natale/Santa Claus/Santa Lucia/San Nicola/San Nicolò, mettiamola così: l'anno prossimo non ti affaticare a portarci doni ingombranti e costosi. Anzi, non ti affaticare proprio a portare. Piuttosto, porta via: portaci via la stupidità, l'orgoglio, l'arroganza, l'energia per litigare. Chiedere di toglierci le sofferenze e le difficoltà sarebbe troppo, lo so. Ma se almeno restassimo senza la forza di essere peggiori di quel che siamo realmente, sarebbe un gran risultato...

Un Natale povero, come augura sempre Mauro Corona (che inizia a ripetersi un po', ma finché ripete cose condivisibili...). Non necessariamente povero di soldi e di benessere, ma povero di sentimenti rabbiosi e negativi. Io credo che si faccia più fatica ad odiare che ad amare, soprattutto perché l'odio non ti fa dormire bene la notte e al mattino ci si alza stanchi.


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