Favola in bianco e nero

Altro giro, altro regalo: dopo la Lacrima color turchese del 2014, arriva questa Favola in bianco e nero. Lo scrittore ertano ne approfitta per mandare in libreria una manciata di pagine piuttosto insignificanti. Lo scorso anno lo spunto narrativo era la scomparsa simultanea di tutte le statuine del Bambin Gesù dai presepi; quest'anno è la comparsa di ben due Bambinelli, uno bianco e uno nero. O di colore, se preferite.

In realtà questo volumetto è una raccolta delle invettive che Corona riserva sempre più frequentemente dai salotti televisivi: contro i politici, contro gli amministratori, contro questo e contro quello. Il bello (si fa per dire) è che usa nomi e cognomi, attribuendo agli esponenti della politica e dell'informazione comportamenti verosimili ma presumibilmente inventati. Alla fine del libro salta fuori che il Bambinello bianco si rispecchia nel Papa, quello nero in Barack Obama. Per ovvie ragioni mi astengo da ogni giudizio sul primo, mentre mi permetto di dubitare fortemente che Obama sia una sorta di Redentore. Comunque, prendere o lasciare. Io ho preso (seppure con sconto) e non posso consigliare questo acquisto ai lettori.

Mauro Corona, uno scrittore che continuo ad apprezzare, si sta sovraesponendo in modo incontrollato. Ha fiutato l'affare, siamo onesti: delle raccolte di avventure sulle montagne si vende assai meno, e puntualmente l'esposizione mediatica aumenta con queste iniziative da blockbuster. Certo, nessuno è perfetto, e quindi attendo con pazienza il prossimo libro "serio". Anche Simenon distingueva fra "romanzi-romanzi" e racconti di Maigret: i primi erano l'espressione della sua capacità narrativa, i secondi lo facevano vivere nel lusso.

Solo per appassionati. Voto: 4.

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