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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

E' Natale, adeguiamoci!

Quando ero piccolo, mamma e papà dicevano che i regali di Natale arrivavano direttamente da Gesù Bambino. In Lombardia la figura americana di Babbo Natale non era particolarmente apprezzata, né si parlava di San Nicola (o Nicolò).
Non so per quanti anni ho creduto a questa versione, probabilmente pochi: l'idea che Gesù - peraltro Bambino - vagasse per il mondo carico di pacchetti regalo mi convinceva poco. A un certo punto qualche compagno di scuola mi ha detto che i regali erano portati dai genitori: non ricordo bene, ma credo di aver provato un certo sollievo. Quello che ricordo, invece, è che mettevo Gesù alla prova: sussurravo l'elenco dei giocattoli che desideravo, e puntualmente arrivava qualcos'altro.

Crescendo ho iniziato a vivere le Feste di fine anno con una certa insofferenza e malinconia, e ricercavo nelle nobili motivazioni della lotta al consumismo una giustificazione razionale per i miei sentimenti. Uno dei periodi più dolorosi della mia esistenza si verificò proprio in questo particolare periodo; fortunatamente tutto si risolse bene, senza conseguenze eccessive.

Oggi, proprio oggi nel senso del calendario, credo di poter dire di aver colto il senso del Natale. E' vero, la gente si getta a capofitto nei centri commerciali, fa acquisti superflui e costosi, aumenta l'inquinamento con i gas di scarico delle automobili. Forse molti non sono felici come vorrebbero dare ad intendere. Ma proprio qui si nasconde - credo - il segreto: inutile remare contro corrente, per il gusto di aggiungere alle preoccupazioni solite anche il fastidio della delusione.

Molto meglio assecondare la corrente, sorridere e augurare Buon Natale ad amici, famigliari e conoscenti. Meglio un maglione con la renna che la tristezza di esserne privi, anche se la vera felicità è altrove. Piuttosto che niente è meglio piuttosto, recita un proverbio abbastanza saggio: in attesa di trovare la vera felicità, accontentiamoci di qualche semplice surrogato. Per noi e per chi ci ama.

E tanti auguri a tutti!

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