Confermo quello che ho scritto

In questi giorni di vacanza, leggo con più calma i giornali. Quasi quotidianamente, appare una lettera di precisazioni sui contenuti di un precedente articolo. La successione degli eventi è all'incirca questa:
1) io giornalista Pinco Pallino scrive un articolo, dove il signor Mario Rossi è accusato di comportamento scorretto
2) il signor Mario Rossi, l'indomani, scrive al quotidiano e sostiene di poter dimostrare che le accuse sono infondate.
3) Il giornalista Pinco Pallino risponde: "Confermo tutto ciò che ho scritto ieri".

Non voglio certamente schierarmi dalla parte dell'accusato, perché sappiamo che ogni criminale si proclama innocente come un neonato. Ma è possibile che mai, nemmeno una volta, il giornalista Pinco Pallino si sbagli? Possibile che tutte le sue inchieste siano vere oltre ogni ragionevole dubbio? Possibile che i giornalisti siano più infallibili del Papa che parla ex cathedra?

I giornali di provincia sono ancora più ambigui. Dalle mie parti scelgono un argomento e ne fanno una crociata: questa settimana il prezzo delle zucchine, la prossima i ritardi dei treni, fra quindici giorni forse il cattivo odore che i cittadini sentono in via Roma. Ogni volta, dati alla mano, si alza il ditino accusatore verso qualcuno, che non può nemmeno cercare di difendersi perché verrebbe trattato come un minore incapace. Dalle mie parti, si sa, la ragione è sempre dalla parte della Chiesa, e guai a chi parla male del prevosto. Certo, poi salta fuori che la curia della provincia di *** è azionista di maggioranza del quotidiano, e allora qualche sospetto viene anche al più papista dei papisti.

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