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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Happy new year, happy new year

Dicembre sta finendo / e un anno se ne va avrebbero potuto cantare i Righeira. Anche l'anno di (dis)grazia 2011 sta agonizzando, e un 2012 foriero di peggiori promesse bussa al portone. Non so come andrà a finire, anche se ho qualche sospetto; quello che è certo è che in giro si percepisce una gran paura per il futuro. Pensavamo di essercela scampata bella una dozzina di anni fa, con la diceria del "Mille e non più mille", e puntualmente l'ansia è arrivata. Forse non sarà l'anno in cui finirà il mondo, come avrebbero previsto i Maya (che comunque sono finiti un bel pezzo prima, poche balle), ma molti di noi nutrono paure ben più concrete ed immediate: impoverimento, perdita del lavoro, difficoltà a "campare la famiglia". Dall'alto (no, non così in alto: un po' più giù, dalle parti di Palazzo Chigi) ci rassicurano che sarà dura, ma il peggio è alle spalle. Altri avvertono che se il peggio è stato questo, ci sarebbe da metterci la firma. Ci vivrà, vedrà.

Il mio 2011 non è stato malvagio: sono andato a qualche convegno, ho rivisto gli amici, ho fatto davvero tante vacanze (meglio una gallina oggi che un uovo domani, devo aver pensato) in montagna e al mare. Ci credereste che porto ancora i segni delle vesciche di Varigotti? Va beh... Naturalmente ho anche lavorato, e l'ultimo mese dell'anno mi ha portato una soddisfazione a cui ormai non credevo più.

Certo, ci sono stati anche i giorni tristi e spiacevoli, ma è la giostra della vita, no?  Se proprio devo cercare un atteggiamento che vorrei correggere, è soprattutto la tendenza a bastare a me stesso. Sia professionalmente, sia privatamente, sto riscontrando un peggioramento della mia istintiva propensione a fare tutto da me, molto probabilmente per paura di essere deluso dagli altri. Siccome so bene che è impossibile vincere senza partecipare alla gara, vorrei impegnarmi ad aprirmi maggiormente verso l'esterno. Ecco, ho fatto il mio buon proposito per il nuovo anno che verrà.

A tutti un augurio di buon anno!

Commenti

  1. apriti maggiormente verso l'estero, che è meglio vista l'aria che tira!
    dai, ottimismo per il 2012... auguri di buon anno!

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  2. Ormai sono vecchio per emigrare. Vogliono braccia giovani per lavorare quindici ore al giorno in un magazzino clandestino.

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  3. non credo... prova a mandare il cv per posizioni da senior lecturer.

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