Passa ai contenuti principali

In primo piano

AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

La (meglio) gioventù

Non passa giorno senza un allarme che coinvolga i giovani: ieri l'uso delle droghe, oggi la disoccupazione, domani il vandalismo. Questio giovani sono diventati il perno attorno al quale ruotano i problemi.
Ma devo essere sincero: chi sarebbero questi giovani? Io, per esempio, sono considerato ancora giovane?

La domanda è apparentemente oziosa: dice il saggio che uno è giovane (o vecchio) dentro, l'anagrafe non conta. Eppure vestire i panni del giovane è diventato massacrante, quasi che si volesse stabilire una pena per bilanciare l'ebbrezza della gioventù.

I giornali scrivono indifferentemente
Un giovane di 39 anni
oppure
Un anziano di 45 anni,
secondo le esigenze mediatiche. Oggi le attrici incartapecorite si definiscono ancora giovane e bellissima, senza vergogna. I settantenni che pagano le ragazze per una serata di burlesque (cit.) parlano di sé come vigorosi e ancora giovani.

Un tempo, qualche decennio fa, non era così. C'erano i giovani, nel senso delle persone con meno di venti o venticinque anni; e poi c'erano gli adulti, questa specie ormai estinta. Se avevi trent'anni e ancora andavi in giro a suonare il campanello di notte o a fare casino con la moto, eri semplicemente un bischero. Adesso sei giovane, e dunque sei libero di fare il bischero senza ritegno fino all'età della pensione.
Ah già, i giovani non avranno mai una pensione. Sarà questa la causa di tutto?

Commenti

Post più popolari