Ma no, e chi se l'aspettava?

EVALUATING STUDENTS’ EVALUATIONS OF PROFESSORS
(LE VALUTAZIONI DEI DOCENTI UNIVERSITARI DA PARTE DEGLI STUDENTI)
Michela Braga (Università degli Studi di Milano), Marco Paccagnella (Banca d’Italia)
e Michele Pellizzari (Università Bocconi, IGIER e IZA)
Tema di discussione n. 825, ottobre 2011
Classificazione JEL: I20 – Parole chiave: qualità dell’insegnamento,
istruzione universitaria.
Sommario non tecnico
I lavori pubblicati nella collana Temi di discussione intendono contribuire al dibattito scientifi-
co nei diversi campi di interesse dei ricercatori della Banca d'Italia. Le opinioni espresse nei la-
vori sono attribuibili esclusivamente agli autori e non impegnano in alcun modo la responsabi-
lità dell’Istituto. Nel citare i temi, non è, pertanto, corretto attribuire le argomentazioni ivi e-
spresse alla Banca d’Italia o ai suoi Vertici.
La qualità dei docenti è un fattore chiave
nel determinare la preparazione degli studenti,
ma è difficile da misurare e risulta spesso poco
correlata con caratteristiche osservabili quali
gli anni di insegnamento. In molti paesi tale
fattore viene misurato con il contributo di que-
stionari anonimi compilati dagli studenti, un
metodo la cui validità è però soggetta a criti-
che. Ad esempio, gli studenti potrebbero valu-
tare positivamente solo quei docenti che forni-
scono le votazioni più elevate.
Il lavoro sfrutta il meccanismo di alloca-
zione casuale a insegnanti diversi di una coorte
di studenti dell’Università Bocconi per stimare
l’effettivo valore aggiunto dei docenti in ter-
mini di voti conseguiti dagli studenti negli e-
sami successivi. Tale misura “oggettiva” di
qualità del docente viene poi confrontata con
le valutazioni anonime espresse dagli studenti.
I risultati confermano, in primo luogo,
l’importanza dei docenti: studenti che frequen-
tano lo stesso corso con insegnanti diversi pos-
sono presentare, negli esami successivi, divari
non trascurabili nei voti conseguiti. È possibile
inoltre stimare che, all’ingresso nel mercato
del lavoro, tali divari si traducano in un premio
salariale dell’1,4% (circa 180 euro all’anno).
In secondo luogo, l’effettivo valore ag-
giunto del docente è correlato negativamente
con le valutazioni formulate dagli studenti: i
docenti che ricevono le valutazioni peggiori
sono quelli i cui studenti ottengono i voti più
alti negli esami successivi; le valutazioni mi-
gliori sono invece ottenute dai docenti dei cor-
si in cui vengono dati i voti più elevati.

Tali risultati sono spiegabili da un mec-
canismo per cui alcuni docenti trasmettono le
conoscenze più utili per il prosieguo della car-
riera accademica, ma richiedono agli studenti
un maggiore impegno; altri docenti si limitano
invece a insegnare il metodo migliore per su-
perare l’esame, innalzando il voto medio della
classe e riducendo l’impegno richiesto nello
studio.
Se per gli studenti il costo di tale impe-
gno è correlato negativamente con la loro abi-
lità, mentre le loro valutazioni dipendono posi-
tivamente dal voto ottenuto e negativamente
dall’impegno profuso, studenti meno abili as-
segneranno valutazioni peggiori ai docenti mi-
gliori.
Il lavoro discute infine vari interventi
che potrebbero contribuire a migliorare la qua-
lità dell’insegnamento. Ad esempio, limitare
gli esami a risposta chiusa disincentiverebbe lo
svolgimento di lezioni finalizzate al mero su-
peramento dei corsi. Se i voti d’esame fossero
assegnati da docenti diversi da quelli che ten-
gono le lezioni si scoraggerebbero taciti scam-
bi tra i voti degli insegnanti e le valutazioni
degli studenti. Sarebbero utili, inoltre, misura-
zioni della performance degli insegnanti basate
sulla valutazione dei colleghi (peer review), in
linea con l’approccio utilizzato nel campo del-
la ricerca scientifica.

(fonte: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/temidi/td11/td825_11/td825)


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