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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Prime impressioni sulla Val d'Aosta

Sto passando qualche giorno in Valle d'Aosta, a Valsavarenche per la precisione. Abituato all'Alto Adige, il confronto è impari: tanta organizzazione in Cruccolandia, tanto senso di abbandono fra i francesi de noantri. Mi dicono sia colpa del periodo, giacché la Valle d'Aosta vive quasi esclusivamente nei mesi di giugno, luglio e agosto. Ormai i rifugi stanno chiudendo, e parallelamente tutte le strutture ricettive (ad esclusione dei centri più rinomati come Saint Vincent, Cogne, Courmayeur e pochi altri).
Ho vissuto esperienze fuori dal tempo, come l'acquisto di acqua e biscotti nell'unico negozio di Dégioz. Due locali usciti dagli anni '50, gestiti da un valdostano burbero che spegne le luci quando i clienti escono. Il mio albergo è di fronte al Comune/scuola/anagrafe/bancomat, ma l'ufficio del turismo ha già finito la stagione. Eppure fa caldo, almeno quando il sole supera le montagne che avvolgono il paese a est e a ovest.
La mia sensazione prevalente, oltre alla paura di uscire dopo il tramonto, è che questa regione a statuto speciale sia un territorio ancora "selvatico", poco avvezzo a gestire il turismo su larga scala. I tedeschi sono forse rigidi, ma senz'altro sanno come attirare i turisti; i valdostani sono introversi, si nascondono come le simpatiche marmotte e offrono villaggi vagamente tetri. Altro punto dolente è la palese mancanza di gioventù. Tre o quattro bambini girano sulle biciclette, ma mettono quasi timore: tutto e tutti sembrano avvolti da un alone di mistero, come in un film inquietante.

Per fortuna, alla luce del sole si gode ancora dei colori allegri dei prati e del fiume che taglia la vallata. Le capre di montagna sembrano più socievoli degli esseri umani, ma non importa: per una vacanza (breve) posso sopportare. Ma se il ponte più famoso di queste zone è chiamato ponte dei suicidi (per ovvie ragioni, immagino), forse eviterei di trasferirmi a vivere qui.

Commenti

  1. [...] Da leggere e meditare: così ci vedono i turisti? Prime impressioni sulla Val d’Ao... Sto passando qualche giorno in Valle d'Aosta, a Valsavarenche per la precisione. Abituato all'Alto Adige, il confronto è impari: tanta organizzazione in Cruccolandia, tanto senso di abbandono fra ... Source: siminore.wordpress.com [...]

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