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La forza di gravità

Ecco, questo è un.libro che non avrei mai letto, se non fossi andato casualmente nella biblioteca comunale della mia città. Sono piuttosto scettico riguardo alla letteratura italiana contemporanea, ed evidentemente questo romanzo di Claudio Piersanti rientra pienamente nella categoria.

La trama è semplice, direi vagamente francese: Serena, la protagonista, ha diciotto anni e vive in una grande città (mai nominata, io ho pensato di riconoscere Roma da alcune descrizioni) insieme alla zia. Ha perso la madre da piccola, e il padre è sprofondato in una pigrizia maschile fatta di televisione e divano. La vita di Serena non è mai stata facile, avendo subito alcuni interventi di chirurgia estetica alla mandibola.
Nel suo stesso condominio vive il Professore, co-protagonista del racconto. È un tipo strampalato, sulla sessantina. Solitario, quasi misantropo, già docente di scuola superiore ed esperto di filosofia, trascorre giornate ripetitive tra letture impegnate e videogiochi sparatutto.

L…

Valle d'Aosta, 80 anni dopo

La prossima settimana andrò in Val d'Aosta. A Valsavarenche, per amor di precisione. Non ci sono mai stato, eppure mi sembra di avere tanti ricordi.

Il fatto è che il mio povero nonno Federico, nato a Cunardo nell'agosto del 1913, venne arruolato nel fascistissimo corpo degli alpini, battaglione Intra, e spedito in Val d'Aosta per la scuola di montagna. Correva l'anno 1933, più o meno. Per tutta la mia gioventù ho sentito i suoi racconti, gli aneddoti, le rievocazioni delle scalate e delle marce ad alta quota. Mi rimproverava sempre di non amare la montagna, e adesso sarebbe felice di sapere che ho cambiato idea. Chissà, forse lo vede da lassù.

Io andrò a camminare, mentre lui si stava preparando alla guerra, all'Abissinia e alla Jugoslavia. Posti dove potevi prenderti una pallottola nella schiena dalla resistenza (perché noi italiani non eravamo là a esportare democrazia, bensì ad espandere il ridico impero) in qualunque momento. Forse riuscirò a vedere, con l'occhio della mente, l'istruttore di sci alpino Zeno Colò e il Duca d'Aosta che guidavano mio nonno e troppi suoi coscritti verso un futuro incerto.

Sono contento di visitare quei luoghi senza una mitragliatrice in spalla.

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