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AI, matematica, insegnamento, e quelle cose lì

  Sono momenti di grande fermento, nella comunità matematica. L'annuncio che un'AI (Artificial Intelligence) avrebbe risolto un importante problema matematico relativo alle equazioni di Navier-Stokes ha scatenato fiumi di parole (cit.) e guerre di opinione sulle possibili ricadute di una tale ingerenza artificiale in ambiti tradizionalmente riservati al pensiero umano. Non voglio farla lunga, ci sono dozzine di testi pronti all'uso, per supportare o confutare qualsiasi opinione personale. Mi limito qui ad un modello banalissimo, ma altrettanto concreto: l'insegnamento. Anzi: l'insegnamento che da alcuni anni tengo al primo anno della laurea triennale in matematica. Ho studiato decine di libri, ne ho scritti tre, e umilmente sento di avere ormai una visione abbastanza concreta della materia che insegno. Quest'anno ho voluto fare un esperimento: ho selezionato qualche libro e qualche articolo particolarmente pertinente con il programma del mio corso, ho scelto una...

Valle d'Aosta, 80 anni dopo

La prossima settimana andrò in Val d'Aosta. A Valsavarenche, per amor di precisione. Non ci sono mai stato, eppure mi sembra di avere tanti ricordi.

Il fatto è che il mio povero nonno Federico, nato a Cunardo nell'agosto del 1913, venne arruolato nel fascistissimo corpo degli alpini, battaglione Intra, e spedito in Val d'Aosta per la scuola di montagna. Correva l'anno 1933, più o meno. Per tutta la mia gioventù ho sentito i suoi racconti, gli aneddoti, le rievocazioni delle scalate e delle marce ad alta quota. Mi rimproverava sempre di non amare la montagna, e adesso sarebbe felice di sapere che ho cambiato idea. Chissà, forse lo vede da lassù.

Io andrò a camminare, mentre lui si stava preparando alla guerra, all'Abissinia e alla Jugoslavia. Posti dove potevi prenderti una pallottola nella schiena dalla resistenza (perché noi italiani non eravamo là a esportare democrazia, bensì ad espandere il ridico impero) in qualunque momento. Forse riuscirò a vedere, con l'occhio della mente, l'istruttore di sci alpino Zeno Colò e il Duca d'Aosta che guidavano mio nonno e troppi suoi coscritti verso un futuro incerto.

Sono contento di visitare quei luoghi senza una mitragliatrice in spalla.

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